Fame nel mondo

Verso un’agricoltura sostenibile

SDG NUMERO DUE: ZERO FAME

L’obiettivo di sviluppo sostenibile numero due “Zero Fame” si pone obiettivi ben specifici: porre fine alla fame nel mondo, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile. Queste tematiche sono tutte collegate fra di loro, mirando al miglioramento del benessere di una parte sostanziale della popolazione mondiale che, purtroppo, soffre di malnutrizione. Stando all’ultimo rapporto sulla sicurezza alimentare globale “The State of Food Security and Nutrition in the World” nel 2019 quasi 690 milioni di abitanti del pianeta hanno sofferto la fame: un numero superiore di 10 milioni di unità rispetto all’anno precedente e di quasi 60 milioni in più rispetto a cinque anni fa. La situazione è in peggioramento in Sud America, nella maggior parte delle regioni dell’Africa e in Asia

LE CAUSE

Il panorama è davvero ampio, delicato e di fondamentale rilevanza, ma quali sono nello specifico le reali cause della fame nel mondo? E cosa si deve fare in questo senso per migliorare la situazione?

La trappola della povertà. Le persone che vivono in una situazione di povertà estrema non hanno la possibilità di nutrirsi.

La malnutrizione non dà alla persona le forze necessarie per lavorare e di conseguenza  non riesce così a procurarsi sostentamento. 

Mancanza d’investimenti nel settore dell’agricoltura. 
Strade in buone condizioni, strutture e magazzini, sistemi di irrigazione, macchinari: a causa della povertà, i Paesi in via di sviluppo non hanno la possibilità di investire nell’agricoltura; il costo del trasporto è eccessivo, non c’è disponibilità di acqua potabile ed ’è evidente la carenza di scorte alimentari.

Alluvioni, lunghissimi periodi di siccità, tempeste tropicali. 
Tutte queste calamità si stanno verificando con frequenza e violenza sempre maggiori, con disastrose conseguenze sui Paesi colpiti, spesso molto poveri. 

In queste condizioni il problema della fame non può fare altro che aggravarsi.

Guerre e conflitti. I rifugiati scappano da sanguinose guerre e conflitti civili, che li hanno privati di tutto: di una casa, degli affetti, di qualsiasi speranza di avere un futuro. In guerra, il cibo diventa un’arma. Spesso i soldati distruggono le scorte di cibo dei loro nemici. I campi vengono cosparsi di mine e le fonti d’acqua inquinate.

Instabilità dei mercati. Soprattutto negli ultimi decenni, il prezzo del cibo è stato molto instabile. Questo fa in modo che i Paesi più poveri non riescano ad avere accesso al cibo durante tutto l’anno ma solo quando il costo è più basso. Quando il prezzo si alza troppo, le persone mangiano cibi più economici e meno nutrienti. In molti casi, non riescono proprio a procurarseli.

Spreco di cibo. Un terzo di tutto il cibo prodotto a livello mondiale (circa 1,3 miliardi di tonnellate) non viene consumato. Questo spreco è una mancata opportunità per combattere il problema della nutrizione, in un mondo dove una persona su otto soffre di fame cronica.

Il panorama è complesso ma anche se può sembrare difficile, per ogni problematica elencata esiste una strada possibile da intraprendere per cercare di raggiungere entro il 2030 l’obiettivo numero 2. 

ALCUNE SOLUZIONI

  • Fornire acqua, mezzi e semi ai contadini;
  • Incrementare gli investimenti nell’agricoltura;
  • Fare in modo che i Paesi colpiti da alluvioni e siccità possano fronteggiare tali emergenze;
  • Assistere i rifugiati e investire nel Terzo Settore;
  • Fornire cibo ai Paesi più poveri a un prezzo equo;
  • Ridurre drasticamente gli sprechi alimentari;

VERSO UN’AGRICOLTURA SOSTENIBILE

In generale, in una prospettiva di lungo periodo, la reale soluzione a queste problematiche è quella di favorire una crescita dei paesi in difficoltà che sia il più possibile orientata verso la sostenibilità. In questo senso un esempio calzante, in funzione della morfologia del territorio e del clima di questi paesi, è quello dell’Agricoltura Sostenibile, che non a caso rientra tra i punti elencati dall’ SDG numero 2. 

Il concetto di Agricoltura Sostenibile è molto ampio e complesso.

Dal punto di vista ambientale si intende un’agricoltura rispettosa delle risorse naturali,  quali acqua, fertilità del suolo, biodiversità, e che non utilizzi sostanze chimiche inquinanti.

IRRIGAZIONE A GOCCIA A ENERGIA SOLARE

Un’interessante applicazione è l’irrigazione a goccia alimentata ad energia solareQuesta tecnica indirizza l’acqua solo dove e quando serve. Secondo fonti FAO, in diversi Paesi, i risultati ottenuti già qualche anno fa dimostrano che i coltivatori passati dall’irrigazione con impianti a pioggia a sistemi a goccia hanno ridotto il loro consumo d’acqua dal 30 al 60%. Somministrando lentamente acqua alla pianta, depositandosi sulla superficie del terreno contigua alla zona della radice, si riduce l’evapotraspirazione e il drenaggio in profondità, ottenendo così un buon risparmio idrico.

Per esempio, l’Africa subsahariana e l’America Latina hanno un dispiegamento relativamente basso di irrigazione sui terreni coltivati, e dunque in queste zone con questi sistemi si potrebbero ottenere notevoli guadagni. Inoltre, pannelli solari producono energia anche in periodi in cui non è necessaria alcuna irrigazione, aprendo importanti opportunità per gestire risaie, mulini, depuratori d’acqua e celle frigorifere, contribuendo allo sviluppo del paese.

Tuttavia, un sondaggio tra esperti tecnici di 25 paesi, suggerisce che mentre tre quarti delle nazioni hanno programmi e politiche governative per promuovere l’irrigazione su piccola scala, meno della metà ha regolamenti specifici per limitare l’estrazione delle acque freatiche per tali scopi. 

Come suggerisce la FAO è fondamentale garantire che l’acqua non venga prelevata senza un adeguato piano di gestione.In conclusione, indipendentemente dalla soluzione  proposta,  è necessario un impegno congiunto della maggior parte dei paesi sviluppati, i quali devono collaborare ed investire risorse per dare un aiuto reale ai paesi in difficoltà, contribuendo così a combattere la fame. 

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