Oggi è il 25 aprile!

Di scuola, di algebra, di colori, di libri e di film, ma soprattutto di Resistenza.

Perché non le ho mail lette a scuola. Leggere, dico, come mi hanno fatto leggere i poeti che ho amato e che amo ancora. Perché non le ho mai potute vedere al cinema (e in TV che ve lo dico a fare…). Ma sono raccolte in un libro che ho letto troppo tardi. E sono commentate visivamente in un documentario. Non mi importa stare qui a dire gli autori del libro e del documentario, mi preme piuttosto l’argomento: le lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. Punto.

E perché oggi nel feed di Twitter mi è comparso il tweet di Ypsi, che non seguo, ma è evidente che la segue qualcuno che seguo e tanto basta per farmi comparire sullo schermo dello smartphone le foto di altrettante pagine che riproducono le lettere di condannati a morte della Resistenza italiana. Si tratta dell’utente @Donnaipsilon che alle 9:00 AM di questo 25 aprile 2021 ha pubblicato ogni ora la lettera di un condannato a morte della Resistenza “senza altro perché se non che è giusto e doveroso ricordare”.

Questo il tweet e a seguire le prime 3 lettere.

Coda per mia figlia (a cui manderò da leggere questo post).
Coccinella, se sei arrivata fino a qui, allora devi averle lette queste prime tre lettere. E allora, a dispetto dell’età che hai, parliamone. Comincio io e dico che devi fare i conti. I conti della data di nascita e della data di morte; i conti della data di cattura e della data di esecuzione; i conti con le date della Storia e con le date della cronaca.

Imparala questa algebra della Storia, coccinella, e ricordala durante la cronaca. Tutte le volte che sentirai minimizzare le storie della Resistenza. Tutte le volte che te le metteranno nel buio di una notte in cui tutte le vacche sono nere, troppo nere.

Tu scegli con cura i colori della tua vita. E fatti guidare anche da quest’algebra.
Buon 25 aprile.