Perché creiamo meme (persino) sulla guerra?

È il 24 Febbraio 2022 quando mi svegliano delle parole mormorate dall’altro lato della casa: “Putin ha invaso l’Ucraina/ hanno lanciato missili su Kiev”.

Assimilo la notizia con un nodo alla gola ma in realtà digerivo il tutto da almeno un mese, fin dalle prime minacce e dai primi telegiornali ma in particolare modo dai meme, perché erano il mezzo che mi creava meno ansia e che mi permetteva di restare lucida pur informandomi. 

Nel giro di tre settimane ho però visto l’attenzione e i trend cambiare da Sanremo alla guerra e mi sono chiesta, è davvero giusto creare meme persino su quest’ultima? Con la stessa leggerezza con cui li avevo visti creare su un festival della musica fino a poco tempo fa? 

E’ davvero giusto usare i meme, l’ironia, le battute, anche quelle più nere, per scrollarci di dosso la paura, i traumi? 

Un meme nasce come prodotto umoristico da produrre e (ri)condividere sul web ma negli ultimi vent’anni questo concetto si è evoluto passando dalla semplice battuta ad un qualcosa di più assurdo, parodico, spesso dark humoristico. 

L’umorismo dark è uno stile di commedia che ha come temi soggetti generalmente considerati tabù o particolarmente sensibili nell’immaginario collettivo comune, normalmente troppo seri o dolorosi da affrontare. 

Il senso dell’umorismo ha una forza che distrugge e ricostruisce nello stesso istante, quasi non sentiamo i fragori di questo lavoro perché li copriamo con la risata. Il riso sdrammatizza, toglie il disumano e il negativo alla cosa, è un atto creativo e liberatorio.

Tutti i meme sono scherzi ma alcuni ironizzano su traumi, eventi catastrofici, argomenti sensibili, ritenuti appunto troppo “dark” per poterci scherzare, come può essere la guerra con tutte le sue conseguenze.


Esempi di umorismo sul web

Prima che l’Ucraina fosse invasa migliaia di account da tutto il mondo si radunavano sotto profili (non ufficiali) di Vladimir Putin per chiedergli di ripensarci, alcuni lo chiamavano ironicamente “papà”. E’ una presa di posizione portata avanti con ironia ma resta una reazione umoristica ad un evento che iniziava a generare ansia e preoccupazione. 

È stato solo quando ho visto gli stessi Ucraini usare l’ironia su quanto successo che hanno preso valore le parole di Meghan Mobbs per Psychology Today, “il dark humor tratta argomenti preoccupanti e disturbanti con leggerezza e senso di divertimento”.

In questo modo il dark humor mostra quanto assurda o illogica sia una situazione utilizzando il mezzo del meme, dello scherzare su situazioni serie: scherzare su qualcosa, qualsiasi essa sia, rende l’oggetto dello scherzo meno gravoso sulla nostra mente. 

L’humor ci permette di essere più resilienti: nei primi giorni di conflitto il profilo Twitter ufficiale dell’Ucraina contava sull’appoggio del web occidentale e per tirarlo a sé ha usato meme, come: 

Secondo Nicholas A. Kuiper dell’Europe’s Journal of Psychology, l’humor può avere un ruolo agevolativo in situazioni estremamente traumatiche e può persino essere un metodo di adattamento per sopravvivere.  

In questo senso l’humor permette di riprendere il controllo sulle emozioni, poter sorridere di fronte a questi eventi restituisce un senso di controllo sulle nostre reazioni emotive. 

Gli psicologi ritengono l’humor un meccanismo di difesa, ad esempio la psicologa Nancy Irwin ritiene che l’humor sia uno dei migliori meccanismi per affrontare il dolore.

Persino i filosofi greci Platone e Aristotele credevano che l’humor fosse un mezzo dell’uomo per rialzarsi dopo un down emotivo o fisico, Aristotele stesso in uno degli scritti perduti, sosteneva il riso come strumento di verità. 

In questa prima “guerra social” l’humor può ancor di più creare “comunità” senza minimizzare il trauma che il popolo ucraino vive: il patto tra creator e spettatore è quello di un reciproco voler fare esperienza, demistificando il trauma di ciò che vediamo e ascoltiamo.

È il caso di alcuni creator su TikTok che filmano la propria realtà in pochi secondi, alcuni restituendo anche un senso di positività o normalità nel caos temporaneo che vivono, perché infatti, come dimostrano due nuovi studi dello Stanford Psychophysiology Laboratory, di fronte a immagini di conflitto, situazioni di stress e caos, la commedia è una strategia adattativa molto più efficace del vivere gli eventi con gravità e riservatezza, l’umorismo ottimista diventa più efficace del cinismo. 

(https://news.stanford.edu/news/2011/august/humor-coping-horror-080111.html)

La fotografa ucraina @Valerisssh ha documentato sulla piattaforma di TikTok l’invasione russa creando brevi video in cui informava giorno per giorno delle novità nella sua città, nel suo bunker, condividendo piccole gioie, ironizzando sul panorama urbanistico che dopo i bombardamenti non riconosce più; piccole personalità diventano così testimoni di guerra, tanto che la fotografa è stata chiamata per riportare la sua esperienza da varie testate giornalistiche e canali televisivi, fino ad approdare a Milano, dove sarà ospitata per 6 mesi dalla famiglia della celebre youtuber e scrittrice Sofia Viscardi. https://vm.tiktok.com/ZMLfrjss4